
La quantità di luce che passa attraverso l’obiettivo e che va a finire al sensore o alla pellicola, si può controllare oltre che dal diaframma (che si apre e si chiude per dosare la quantità di luce), anche da un dispositivo che regola il tempo in cui essa impressiona la pellicola o le cellule del sensore. Il suo nome è “Otturatore”.
Esistono due tipi di otturatore,
i “centrali” e quelli “a tendina”.L’otturatore centrale si trova al centro dell’obiettivo ed è costituito da lamelle, (un po’ come il diaframma) le quali scivolando tra di loro, aprono e chiudono il passaggio della luce per un determinato tempo che possiamo scegliere noi mediante un sistema meccanico o elettronico che varia in base al tipo di macchina fotografica. L'otturatore a tendina ècostituito da due pellicole semirigide (tendine) avvolte da tre rocchetti che al momento dello scatto scorrono tra di loro regolate dal tempo
di esposizione che impostiamo; la prima, (che in posizione iniziale impedisce il passaggio della luce), scopre una piccola fessura rettangolare che viene dopo richiusa dalla seconda tendina con un movimento scorrevole orizzontale(o verticale in base alla macchina). Se il tempo di esposizione è breve, la seconda tendina avrà un ritardo molto piccolo rispetto alla prima e la seguirà da vicino.