Manuale di fotografia

Fotografia Digitale by Pastrugni
Lezione numero Flash
Il lampeggiatore elettronico è la sorgente di luce artificiale più comune in fotografia. Colore reciso, versatilità, maneggevolezza e potenza, sommata alla vasta gamma di accessori disponibili, sono caratteristiche non riscontrabili nelle lampade a incandescenza né in quelle alogene al quarzo. I lampeggiatori elettronici si possono suddividere in due gruppi principali: lampeggiatori monoblocco e unità da studio, oltre ovviamente ai flash incorporati.

I flash monoblocco sono piccoli e maneggevoli. I modelli più potenti sono in grado di far fronte a una varietà di compiti diversi, dal bilanciare la luce ambiente rischiarando le zone d'ombra al fornire l'illuminazione principale. Gli impulsi luminosi di un flash elettronico, generati all'interno di una lampada riempita di gas, sono molto brevi: circa 1/1000 di secondo, o meno con lampeggiatori monoblocco e 1/250 - 1/1000 di secondo con lampeggiatori da studio. Un rivestimento color paglierino garantisce che la temperatura di colore della luce si accordi con le pellicole per luce diurna. La maggior parte delle fotocamere SRL è dotata di un otturatore a tendina che deve essere completamente aperto prima dell'irradiazione del lampo. Ciò si verifica, a seconda del tipo di fotocamera, grazie al contatto di sincronizzazione X oppure con tempi di otturazione inferiori a 1/250 di secondo. Per la sincronizzazione con un otturatore centrale, generalmente si può scegliere un tempo qualsiasi.

I lampeggiatori monoblocco più semplici sono di formato tascabile. Si applicano alla slitta dotata di contatto della fotocamera e hanno un'intensità luminosa modesta e non regolabile. L'esposizione viene calcolata manualmente in relazione alla distanza dal soggetto. Unità più sofisticate possono avere potenza variabile (di solito 1, 1/2, 1/4, 1/8, ecc.), esposizione automatica computerizzata con fotocellula che determina la durata del lampo, rapida ricarica, e ulteriori caratteristiche come una testa "zoom" che modifica l'ampiezza del fascio di luce in funzione dell'angolo di campo dell'obiettivo, un lampeggiatore secondario, e accessori vari per ammorbidire, orientare e colorare la luce emessa. La potenza erogata dalle unità più costose e versatili equivale a quella di un piccolo lampeggiatore da studio.. L'esposizione è calcolata dal sistema di esposizione automatica della fotocamera, che bilancia l'energia luminosa del lampeggiatore con la luce ambientale. Alcune fotocamere sofisticate, in condizioni di scarsa luminosità, usano il flash con l'autofocus: il flash emette un primo lampo esplorativo per determinare la distanza di messa a fuoco; un secondo lampo illumina poi il soggetto.

Uno dei principali svantaggi del flash monoblocco sta nell'impossibilità di poter vedere in anticipo gli effetti del lampo, che si possono soltanto immaginare sulla base di precedenti esperienze.

Una delle funzioni più utili di un flash monoblocco è quella di rischiarare le zone scure quando la luce ambientale è dura e getta ombre forti e sgradevoli. I flash utilizzati in esterni come luce secondaria - talvolta dotati di esposimetro incorporato .- vanno montati sulla fotocamera. Occorre un lampo appena sufficiente a illuminare le ombre, il che avviene di solito con circa due stop al di sotto dell'esposizione per la luce ambiente. Per calcolare l'esposizione del flash, trovate con il regolo del lampeggiatore il valore di diaframma normale per quella distanza: diminuitelo di due stop e impostate di conseguenza il tempo di otturazione sulla luce ambiente. Se i tempi sono più rapidi della velocità di sincronizzazione X, coprite il flash con un tessuto bianco - uno strato per ogni dimezzamento del tempo di otturazione. Una tecnica analoga viene impiegata per bilanciare la luce proveniente dall'esterno con l'illuminazione degli interni, ma, per ottenere un effetto naturale, si devono sovraesporre di circa uno stop le vedute sull'esterno e sottoesporre di uno o due stop gli interni nei pressi di una finestra. Per un'illuminazione di interni più convincente, potete rendere morbida e diffusa la luce del lampeggiatore puntandolo verso una parete o un soffitto chiari. Su una superficie bianca, la perdita di luminosità sarà pari a circa uno stop. Se state scattando fotografie a colori, scegliete una parete o un soffitto di tonalità neutra. Il lampo riflesso migliora anche i ritratti, se paragonato al lampo diretto.
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